Kyrgyzstan: tra paesaggi e cultura

Oggi sono Marta e Gabriele a raccontarvi una loro esperienza di viaggio. Noi vi invitiamo a leggere l’articolo e lasciarvi stupire da questa terra inaspettata.

Chi sono Marta e Gabriele

Siamo una coppia con le stesse passioni: il viaggio e la fotografia. Viviamo a Roma, in Italia ma solo Gabriele è Italiano, io sono Polacca e ho fatto molta strada prima di incontrare una persona con cui condividere la mia visione della vita. Gabriele ha viaggiato più di me, visitando molti paesi in Europa, Africa e Asia, mentre io ho avuto la possibilità di farlo per studio o lavoro in Inghilterra, Irlanda, Turchia, Emirati Arabi Uniti e ovviamente in Italia.

Quando ci siamo incontrati viaggiare è diventata una cosa completamente diversa per entrambi, non si può esprimere quanto sia diventato importante per noi poter condividere questi momenti ed esperienze, viverli insieme. Abbiamo viaggiato un po’ insieme in Europa attraverso Italia, Finlandia, Norvegia, Repubblica Ceca, Polonia, Francia (Corsica), Grecia e Paesi Bassi. Gabriele mi ha raggiunto mentre lavoravo negli Emirati Arabi Uniti per visitare insieme Oman e Sri Lanka. Abbiamo organizzato un safari in solitaria in fuoristrada di 3 settimane in Botswana e proprio l’anno scorso abbiamo guidato in lungo e in largo per tutto il Rajasthan in India. Uno dei viaggi più sorprendenti che abbiamo fatto insieme è stato sicuramente il viaggio in Kyrghyzstan nell’agosto 2018.

Kyrgyzstan

Vi raccontiamo il nostro viaggio in Kyrgyzstan

Non avevamo mai sentito parlare di questo paese prima. Un giorno abbiamo visto una vlogger di viaggio polacca che descriveva le sue esperienze in Kyrghyzstan su YouTube e siamo diventati davvero curiosi. Sentivamo di volerci andare proprio in quel momento, ma solo dopo aver stabilito il nostro itinerario, prenotato i voli e un bellissimo fuoristrada UAZ 4×4 per guidare in autonomia, abbiamo percepito che era tutto reale.

Kyrgyzstan

Non avevamo letteralmente idea di cosa aspettarci. Un paio di anni prima il turismo internazionale stava appena iniziando a esistere in Kyrgyzstan, quindi non avevamo così tanti riferimenti o fonti da cui ispirarci. Sapevamo che stavamo andando a scoprire una cultura nomade, yurte e paesaggi meravigliosi, non sapevamo nulla delle persone o della cucina locale.

Kyrgyzstan

La prima impressione

Ciò che ci ha colpito all’inizio è stata la natura selvaggia infinita e incontaminata, le tradizioni locali, e le persone. Tanto orgoglio, segni della durezza della vita di tutti i giorni, resistenza a ogni tipo di condizione climatica e simbiosi totale con la natura. Strade panoramiche, orizzonti infinti, un paradiso per gli occhi.
Sicuramente una cosa che ci ha sorpreso molto è stata l’atmosfera post-sovietica ancora così presente in tutte le città. Per me, venendo dalla Polonia, è sembrato un po’ come tornare indietro nel tempo per i paesaggi urbani e le statue, anche se i negozi colorati e le auto moderne mi riportavano al presente.

Kyrgyzstan

Le tappe

Siamo stati in Kirghizistan per 16 giorni. Dato che abbiamo noleggiato un’auto siamo stati subito autosufficienti e quindi siamo stati in grado di procedere dall’aeroporto verso l’hotel che abbiamo prenotato per la prima notte a Bishkek, la capitale. Il giorno seguente abbiamo visitato il parco nazionale Ala-Archa che non è distante da Bishkek. Abbiamo passeggiato per alcune ore nel parco, rilassandoci prima del viaggio intenso che stavamo per iniziare. Ala-Archa è davvero incredibile e offre molti percorsi di trekking con viste uniche nel loro genere! Il giorno seguente abbiamo guidato verso Toktogul, una cittadina sull’omonimo lago, circondato da montagne abbastanza particolari.

Kyrgyzstan

Il terzo giorno ci siamo diretti verso Arslanbob, un piccolo villaggio e una grande foresta di noci selvatiche. Abbiamo dormito in tenda accampati vicino al fiume. Una notte abbastanza movimentata a causa del terremoto che ci ha svegliati nel mezzo della notte! La gente del posto è abituata a questi episodi, ma ci siamo un pò spaventati! Arslanbob ha molto da offrire tra trekking e passeggiate a cavallo in uno splendido scenario composto da montagne, alberi di noci e cascate. Un altro luogo degno di nota è sicuramente Tash Rabat, un caravansarai del XV secolo situato a un’altitudine di 3.200 metri. Le origini dell’edificio sono ancora sconosciute, ma sarebbe potuto essere una “pensione” sulla via della seta, al servizio dei viaggiatori che passavano le montagne verso la vicina Cina. La salita è davvero pittoresca e abbiamo incontrato tantissime marmotte paffute. Abbiamo trascorso la notte in una yurta gestita da una famiglia locale davvero simpatica.

Un’altra notte in una yurta l’abbiamo passata sulle rive del lago Song-Kul, nella provincia settentrionale di Naryn, a un’altitudine di 3016 m. È un posto bellissimo, ma è risaputo che non è così facilmente accessibile, cosa che confermiamo pienamente! Non è stato facile arrivarci soprattutto sotto una pioggia battente, ma ne è valsa la pena!

Yurte

Abbiamo guidato intorno al grande lago Issyk Kul ammirando incredibili formazioni montuose vicino a Bokonbayevo o Karakol, le famose rocce Jeti-Ögüz o Seven Bulls. Abbiamo chiuso il cerchio intorno al lago con Chong Kemin National Park, un luogo mozzafiato dove abbiamo dormito in tenda immersi nella natura.

Se volete un’idea precisa e visuale del nostro itinerario vi invitiamo a consultarlo qui.

La cultura

C’è una grande differenza tra le persone che vivono nelle principali città e le persone che vivono nei villaggi di tutto il paese, ma una cosa è certa, la cultura e la tradizione sono presenti ovunque. Ciò che è rimasto in particolare nella nostra memoria è il pane! È incredibile quanto i Kirghisi rispettino il pane e quanta fatica fanno per decorare ogni singolo pezzo con motivi geometrici e floreali.

Kyrgyzstan

I nomadi sono persone incredibili, a volte vivono in condizioni piuttosto difficili, sempre sorridenti e pronti a invitarti a prendere un tè. Per loro è un gesto molto naturale accogliere nella propria casa un estraneo in viaggio, d’altronde anche loro sono nomadi. I kirghisi sono molto curiosi, all’inizio possono sembrare duri ma basta un sorriso per stringere nuove amicizie.

Kyrgyzstan

Sono davvero molto curiosi e in certi luoghi non avevano mai visto un turista dell’Europa dell’ovest! Sembravano anche molto sentimentali, dal momento che stavamo guidando un fuoristrada UAZ, uno dei loro classici. Gli uomini ci fermavano abbastanza spesso a fare alcune domande sull’auto e solo per dargli uno sguardo. I kirghisi non perderebbero mai l’occasione di salutare e chiedere alla gente straniera da dove viene. Possiamo facilmente dire che ci siamo sentiti accolti ovunque.

I piatti tipici

 Abbiamo provato vari piatti locali, ad esempio il Monty uno gnocco ripieno di carne, cipolla e tanto grasso. Spesso bolliti ma a volte fritti; un sapore intenso visto che spesso la carne disponibile è quella di montone. Lagman è sinonimo di carne, verdure e noodles serviti in brodo, un piatto davvero delizioso ma un po’ caotico per i nostri standard. Una cosa che non abbiamo apprezzato molto era il Kashk, prodotto a base di latte fermentato. Ogni famiglia nomade ne produce dal latte di mucca o molto più spesso, di cavallo. Lo puoi bere come latte fermentato (non hanno frigo) o avere una pallina di formaggio essiccata.

Ciò che abbiamo amato davvero invece, è una cosa semplice: le marmellate fatte in casa! In Kirghizistan gli OGM non esistono, frutta e verdura hanno un sapore talmente intenso da ricordare la nostra infanzia dove una fragola era davvero una fragola. Un cosa davvero impagabile!

In conclusione?

Vorremmo visitarlo di nuovo? Di sicuro! Non abbiamo visto Osh e la parte meridionale del paese. Forse torneremo un giorno e visiteremo anche quella parte insieme con il Tagikistan e la famosa Pamir Highway. Perché no?! Ancora un altro viaggio che è nella nostra lista dei desideri senza fine.

Se l’articolo vi è piaciuto lasciateci un commento. Intanto vi lasciamo con il video che racchiude la nostra esperienza.

Se il nostro viaggio vi ha ispirato e voleste seguirci nelle prossime avventure seguiteci sui social.
Inoltre, se volete anche voi la possibilità di postare in questo blog e vi piacerebbe fare parte di una grande community di viaggiatori, iscrivetevi alla newsletter di WhereTheFeatherGoes.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.