Viaggiare

Sempre più ricerca scientifiche mostrano che viaggiare fa bene alla salute mentale.
Uno studio ha messo in relazione la felicità scaturita dall’acquisto di beni materiali con quella scaturita da un viaggio dimostrando che la prima è transitoria mentre la seconda resta nel tempo.

1. Viaggiare può ridurre il rischio di depressione

Degli studi su donne americane hanno riportato che fra 1500 donne quelle che hanno fatto vacanza due volte all’anno per 5 anni erano meno tese, depresse o stanche rispetto a quelle che hanno fatto una sola vacanza all’anno. Inoltre, quelle che hanno viaggiato di più erano anche più soddisfatte del loro rapporto di coppia rispetto a quelle che hanno viaggiato meno.

2. Viaggiare può riconnettere il tuo cervello

Sembra che il cervello sia in continua evoluzione dalla nascita alla morte e con il giusto “allenamento” si può mantenerlo giovane. Viaggiare è uno dei fattori che aiuta in questa evoluzione e come fonte della giovinezza.

Questo è spiegato dall’importanza dell’uscire dalla propria comfort zone e buttarsi in qualcosa di sconosciuto. Il viaggio infatti ti permette di conoscere nuove lingue e nuove culture permettendo al tuo cervello non solo di evolversi cognitivamente ma anche di aumentare la creatività delle persone. E infatti dimostrato che le persone che viaggiano per lavoro sono molto più creative ed intraprendenti di quelle che lavorano in sede fissa.

Viaggiare

Quindi cambiare scenario di vita anche solo per una settimana durante un viaggio permette al tuo cervello di uscire da una sorta di trans o di modalità autopilota data dalla routine giornaliera in cui ci ritroviamo a vivere.
Trovarci in posti che non ci sono familiari ci obbliga a fare attenzione ai dettagli, imparare delle parole, assaporare nuovi cibi,… Tutto questo rende il cervello attento e attivo ed è infatti uno dei motivi per i quali amiamo viaggiare, perché ci sentiamo come risvegliati.

3. Il pensiero della vacanza rende felici

Spesso quando dobbiamo partire in vacanza ci sentiamo euforici ancora prima di aver messo piede fuori casa, questo sentimento è dato dalla dopamina. Essa è un neurotrasmettitore che è implicato nel sistema di ricompensa e nei centri di piacere del cervello.

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Infatti, in uno studio condotto alla University of Surrey in UK ha dimostrato che fra due gruppi di persone, uno con una vacanza pianificata e uno no, le persone del primo gruppo vivevano molte meno esperienze negative che le persone del secondo gruppo.

4. Felicità nel tempo

La felicità del viaggio non finisce mai, nel senso che anche quando una persona è tornata da qualche mese o anno dal viaggio ma lo ricorda tramite foto o racconti, si sentirà felice nel farlo. Questo perché il ricordo scaturisce un rilascio di neurotrasmettitori che ci rendono felici.

La cosa strabiliante è proprio che i neurotramsettitori vengono rilasciati in vari momenti:

Viaggiare
  • Quando pianifichi un viaggio
  • Prima della partenza
  • Il giorno della partenza
  • Mentre siamo in viaggio
  • A lungo dopo il ritorno
  • Al ricordo dopo anni

5. Viaggiare accresce la personalità

Oltre a tutto ciò che abbiamo già detto, come per molti è ovvio, viaggiare ci rende persone diverse. Questo è dato un po’ per un viaggio interiore alla scoperta di chi siamo, un po’ per ciò che apprendiamo e le persone che incontriamo nel viaggio e molto perché ci apriamo all’ignoto e nel farlo diventiamo più aperti a fare esperienze e a uscire dalla comfort zone, a volte fino al punto che questo diventa un bisogno.

E ricordatevi che uscire dalla comfort zone tiene il nostro cervello attivo e giovane, quindi è un ottimo esercizio per tutti.

Le informazioni che trovate in questo articolo sono per la maggior parte riprese da un articolo di Forbes.

Se invece siete incuriositi dalle spiegazioni scientifiche vi invito a leggere l’articolo sull’aurora boreale.

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