Parliamo della paura di volare. Vi capita mai quando prendete l’aereo di sentire una certa ansia? Io (Lia) fino a che ero piccola non percepivo proprio nessuna paura. Ora più cresco e più ho paura, complici alcune brutte esperienze e la presa di coscienza su rischi e pericoli. Però non mi spiego questa ansia che ogni volta è sempre più presente al momento di salire sull’aereo. Oggi cerchiamo di smascherarne i motivi.

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Volare: cominciamo dai numeri

E scientificamente provato che si corrono più rischi a salire in auto ogni giorno che a prendere un aereo, questo però non rassicura chi ha l’aerofobia.

Uno studio ha riportato che circa il 50% della popolazione mondiale ha paura di volare (questo numero comprende tutti, chi ha una lieve fobia e chi proprio non riesce a salire sull’aereo) e di questo 50% la maggioranza sono donne.

Volare: il paradosso

L’aviofobia non è forzatamente legata alla paura di volare, infatti, l’ansia percepita nel salire su un’aeromobile può essere collegata a molti altri fattori, vediamoli.

  • Acrofobia: paura dell’altezza
  • Claustrofobia: paura degli spazi chiusi
  • Paura di avere un attacco di panico
  • Paura delle turbolenze
  • Paura di attacchi terroristici
  • Paura di sentirsi male
  • Paura causata da esperienze traumatizzanti

Volare: i gradi di paura

I gradi di paura sono 3

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  1. Il peggiore, quando non riesci nemmeno a mettere in piede sull’aereo e solo l’idea di volare ti terrorizza e ti causa i sintomi dell’ansia
  2. Volo ma solo se sono obbligato”: coloro che prendono un aereo solo per una causa di forza maggiore e la vivono malissimo.
  3. Chi ha una lieve fobia ma riesce comunque a prendere l’aereo per spostarsi e andare in vacanza.

Volare: le fasi più temute

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Di solito la paura si manifesta soprattutto alla chiusura della porta dell’aeromobile, quel momento in cui un fobico pensa: ” Okkey, ora non posso più scendere, aiuto”. Durante le spiegazione delle misure di sicurezza, durante il decollo, quando si accendono le luci delle cinture, con le turbolenze e più raramente durante l’atterraggio.

Volare: come prendiamo paura

Un attimo di scienza: la paura nel cervello è sempre stata ricollegata all’area cerebrale chiamata “amigdala” che è nel sistema limbico. Il ruolo dell’amigdala è proprio quello di riconoscere le situazioni e i segnali di pericolo e generare delle emozioni. Questa parte del nostro cervello di solito è inattiva ma si attiva quando percepisce una situazione di pericolo. Col tempo però si è scoperto che l’amigdala ha un ruolo secondario, invece le parti principalmente coinvolte sono:

  1. Corteccia insulare: responsabile di creare predizioni su quello che potrebbe accadere e riceve la sensazione delle emozioni dall’amigdala. In questo modo certe situazioni vengono interpretate come pericolose e si crea un condizionamento avversivo.
  2. Corteccia cingolata anteriore dorsale: il suo ruolo risiede nell’apprendere la paura e nel generare ansia. E quella parte che ci porta a pensare e ad essere razionali. Più è attiva, più siamo attenti e più sentiamo paura.
  3. Corteccia prefrontale: regola l’emotività e quindi l’espressione della paura e le varie risposte fisiologiche che gli sono correlate.

La risposta cerebrale alla paura è quindi rapida e involontaria.

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Perché si prende paura crescendo? Questo perché l’uomo “impara” le proprie paure. Cosa vuol dire? Si chiama condizionamento della paura e può avvenire in maniera intenzionale. Questo avviene quando percepiamo uno stimolo ostile (per esempio un forte rumore, un dolore, …) e lo associamo a qualcosa di negativo instaurando una paura. Questo condizionamento però può anche non essere dato da un’esperienza negativa, ma dal nostro vissuto emotivo durante la crescita. Andiamo a vedere di cosa si tratta nel prossimo paragrafo.

Volare: andiamo ora a capire perché nasce questa paura

Quando la paura nasce con il passare degli anni e non da una brutta esperienza vissuta in volo, essa può anche essere ricollegata ad eventi avvenuti durante la nostra crescita.

Le paure sono spesso viste come “vaso di Pandora“, proprio perché sono legate ad ansie da ricollegare a specifici ambiti della nostra vita e che spesso non sono facilmente riconoscibili e riconducibili alla paura che si manifesta.

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Molto spesso, una paura è da collegare ad un cambio di equilibrio avvenuto nella propria vita, questo perché i cambiamenti sono quasi sempre generatori di grande ansia. Non sappiamo se siamo in grado di affrontarli, se stiamo facendo la scelta giusta, … andiamo verso qualcosa di sconosciuto e questo non è mai facile da affrontare.
Ora, questi pensieri spesso ci tormentano e si aggirano nella nostra mente a lungo fino a trovare un punto a cui aggrapparsi e questo può essere un fattore che genera delle paure (come l’aerofobia) anche se non hanno nulla a che vedere con l’argomento che ci gironzola in testa.

Ma perché proprio la paura dell’aereo? Perché è perfetto… contiene tante cose minacciose in una sola. Vi ricordate la lista di paure annesse che abbiamo fatto qualche paragrafo più in su? E chiuso, è in aria, potrei sentirmi male, potrebbe esserci un attacco terroristico,…

Quindi ecco spiegato da cosa può nascere un’irrazionale paura per l’aereo. Chiaramente potrebbe anche solo essere collegata alla presa di coscienza che è un rischio, che si è a chissà quanti metri e che purtroppo di incidenti ne succedono anche se pochi, ma non sarebbe male chiedersi se non c’è qualcosa d’altro a cui ricollegare questa irrazionale e crescente paura.

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Conclusione

Per scrivere questo articolo mi sono affidata alle conoscenze apprese durante gli studi e ad un interessante articolo letto un po’ di tempo fa sul blog “La mente è meraviogliosa“.

Speriamo che l’articolo vi sia piaciuto, se vi va lasciateci una valutazione e un commento, raccontateci il vostro pensiero e anche se avete avuto delle brutte esperienze in volo.
Se volete leggere altri articoli di viaggio a sfondo scientifico vi invitiamo ad andare nella nostra sezione Travel-logia.

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